Pertini visto da vicino.
Pubblicato su:
L'Impegno N. 88, 1983
Nuova Polizia Municipale N.10, ottobre 1984
A vederlo passeggiare circondato da quelle possenti torri difensive che sono le sue
guardie del corpo, collego innavertitamente questa immagine ottica con una puramente
fantastica che proviene dai lontani giorni delle scuole elementari: un uomo vestito di
bianco stipula le sue leggi filosofiche passeggiando, circondato da uno stuolo di
discepoli; mi rendo immediatamente conto che il paragone non regge, ma ugualmente rimane
in me la sensazione che mi ha forzato a scavare nella memoria per estrarne ciò che mi era
parso stranamente familiare.
Certo lui non passeggia in una botte e con un lume alla ricerca dell'uomo onesto,
perche sa che l'uomo medio italiano è fondamentalmente onesto e quand'anche trasgredisce
qualche regola lo fa perche forzato dalla situazione e non per disonestà. Pertini crede
nel cittadino italiano ed ha cercato di farglielo capire in tutti i modi.
Si puo anche aggiungere che il Presidente non sparge parole vere ma incomprensibili ad
un gruppo scelto di discepoli, né cerca di risolvere verbalmente i problemi ipotetici o
spirituali dei presenti.
Che cosa, allora, aveva scatenato in me quella frenetica ricerca d'immagini? Forse
laccomunamento delle due immagini era stato puramente casuale? Non ha Pertini la
carica energetica, il carisma, la calma dei filosofi greci? Non riesce egli ad attrarre
larghe folle ed a soddisfare la loro sete di verità e di giustizia proferendo parole
semplici, ma che riflettono immancabilmente l'umore del popolo?
Se fosse un politico in periodo elettorale, lo si potrebbe immaginare come un
probabile, eccezionale ipocrita, ma cio che colpisce è che le parole che tante volte il
cittadino italiano ha atteso di udire proferire provengono da un uomo che non ha interessi
reconditi, data la sua posizione politica e la sua età. Si, è certamente l'età che
distingue Pertini fin dal primo istante, nonostante che egli porti assai bene i propri
ottantasette anni (compiuti da poco).
Scoprire un uomo anziano così lucido, così pieno di speranze, così sensibile ai
drammi dei propri concittadini, colpisce a fondo l'animo dell'Italiano, che a propria
volta ha dimostrato quanto affetto porta verso il proprio presidente in innumerevoli casi.
Non ci si può dimenticare di Pertini tra la folla dei terremotati, le sue parole di
minaccia dirette ai profittatori e quelle di cordoglio, ma anche cariche di promesse, ai
propri concittadini colpiti dall'immane tragedia. Non ci si può scordare delle lacrime
versate sulle bare di tanti uomini stroncati da una follia omicida mentre adempievano ai
loro doveri. Non si può cancellare dalla realtà della vita italiana Pertini presidente,
ma non si può cancellare neanche Pertini uomo, con tutte le emozioni e le reazioni
visibilissime alle ingiustizie della natura e della società.
Forse lui non è un filosofo, ma certamente riesce a racchiudere nei propri discorsi
l'essenza della filosofia popolare, cercando di non nascondersi dietro a parole astruse o
ambigue: ecco perché le due immagini avevano per un attimo collimato!
Pertini simbolo di onestà, di franchezza, di speranza, apportatore di aria nuova nel
panorama stantio della politica italiana; Pertini rompiscatole, che disturba la connivenza
del potere, che muove le acque per scoprire dove si è posato il fango, che richiama alla
pulizia morale; Pertini anziano, che distrugge il mito dell'arteriosclerosi, che ci
rammenta che la gioventù è nel cuore, che ci ricorda la tragica realtà degli altri
anziani, dimenticati, derisi, praticamente cancellati; Pertini socialista, che combatte
per una eguaglianza sociale di fatto e non di nome, che combatte per il cittadino e non
per il partito, e che di questa ideologia ne ha fatto lo scopo dell'intera sua vita;
Pertini specchio dell'Italia che soffre, ma che non muore.
Di fronte ad un grande della storia contemporanea italiana, la mia mente
non poteva far altro che accomunarlo ad altri grandi della storia, e chi altro aveva
caratteristiche simili se non i filosofi greci? O forse Pertini non può essere paragonato
a nessuno? Ai lettori l'ardua sentenza.
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