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Francesco Paolo
Percoco:
Soffio di Freschezza nell¡¯Universo Editoriale.
Abbiamo letto per voi due brevi romanzi di Francesco Paolo Percoco, un
avvocato barese che si diletta, con ottimi risultati, alla narrazione
storico-fantasiosa. Questo particolare tipo d'approccio stilistico ha
avuto recentemente un ottimo consenso di pubblico negli Stati Uniti,
dove ricostruzioni storiche imbevute di personaggi immaginari o quasi,
sono state utilizzate per creare imponenti produzioni cinematografiche (vedi
Troy). Anche se non è certo una novità, giacché Tolstoy rese
questa tecnica famosa centocinquanta anni fa, la lettura di questo tipo
di ricostruzioni storiche è in genere più accessibile e scorrevole. I
romanzi di Percoco non solo si collocano agilmente e con buon risultato
in questa nicchia stilistica, ma portano all’universo editoriale una
ventata di freschezza che ha conquistato un encomio da parte dei critici,
oltre che un riscontro nelle vendite. La novità di questi due romanzi
consiste nella scelta dell’ambientazione in terra barese. Il Fiore
Sulla Muraglia (Palomar Edizioni, 2000) è la cronaca degli ultimi
giorni dell’emirato di Bari. Sconosciuto ai molti, quest’autentico e
documentato episodio della storia della città di Bari durò solamente
undici anni. Sawd’n, l’Emiro di Bari, fu un conquistatore la cui
amministrazione fu tollerabile, se non tranquilla. La narrazione di
Francesco Paolo Percoco descrive gli eventi che portarono alla fuga di
questo berbero, ed al ritorno di Bari in seno all’impero bizantino.
Non essendoci rimaste tracce di questa ridotta presenza storica dei
mussulmani in terra di Bari, l’autore ha ricomposto i fatti
confondendo volutamente personaggi storici con figure di fantasia,
ottenendo un impasto narrativo gradevole e di facile comprensione. La
trama de Il Fiore Sulla Muraglia non tratta né situazioni
complesse né argomenti politici astrusi. L’autore decide invece di
descrivere gli avvicendamenti attraverso la reciprocità tra i vari
notabili dell’epoca, presentando, anche se sobriamente, le
caratteristiche d’ogni personaggio in luce della loro influenza sugli
eventi. Ciò che n’esce è un romanzo coerente e piacevole, la cui
unica pecca può essere, a volte, la tendenza dell’autore ad offrire
un’eccedenza di rimandi storici che tolgono forse un po’ di fiato al
ritmo della narrativa. Il Viaggio del Vescovo (Mario Adda Editore,
2003) è un racconto che ripropone validamente una leggenda che circonda
San Nicola, protettore di Bari. La virtù di questo racconto, che si fa
leggere tutto di un fiato, consta nello sviluppare dettagli usando un
intreccio quasi inesistente, senza perdere né il filo della trama né
l’interesse del lettore. La premura di offrire particolari riferimenti
storici, che nell’altro romanzo a volte è troppo accentuata, crea ne Il
Viaggio del Vescovo un’indispensabile ricostruzione scenica che
permette al ridotto numero di personaggi di collocarsi con efficacia
nello svolgimento della tematica narrativa. Un’impostazione efficace,
quindi, che trasforma una “storiella” in un breve romanzo e consente
all’autore di mostrare la propria abilità stilistica. Questo è
certamente un libro da non perdere sia per i devoti di San Nicola sia
per gli amanti dell'etnografia pugliese. Ambedue i volumi si pregiano in
copertina di squisite illustrazioni dell’artista Pietro Colaninno,
create per l’occasione.
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