IL LIBRO DELLA VITA. Pubblicato su L'Idea N.15,
VOL. II, 2002, NY Lucia Tumino, della quale recensii il volume “Il Pensiero del Giorno” nel numero precedente, si presenta con un altro ottimo libro, pubblicato da Gabrieli Editore di Roma, Il Libro della Vita. La grafica è più curata, anche se non condivido le scelte delle illustrazioni che, pur belle, non hanno alcun’attinenza ai versi contenuti in questa raccolta. La pseudo-motivazione dell’editore mi pare solo una scusa per inserire illustrazioni di vari artisti a lui cari: “i disegni contenuti …non sono rivolti ad illustrare i versi dei poeti (che ci fossero altri poeti in questo libro non m’ero accorto), oggi esigenza non più avvertita…”. In compenso, i versi di Lucia sono vigorosi e trascinanti. La poesia della Tumino è carica di una preponderante amarezza, che è proprio la sorgente dell’intensità dei suoi versi. La vera poesia del resto, non quella ricercata degli accademici, bensì quella spontanea proveniente da un cuore provato, è l’espressione dell’anima e principalmente dei tormenti che essa soffre. Lucia Tumino riesce a trasporre i propri sentimenti con efficacia, presentandoci contemporaneamente con valide immagini della propria gioventù e della Sicilia di un tempo che fu. Degni d’attenzione sono i versi di “La Casa dei Ricordi”, che ripercorrono in un fiato l’essenza della vita di Lucia: la gioventù sacrificata, la disillusione causata da un destino crudele ed alfine la tenue speranza che tiene in vita il desiderio di trovare appagamento ai propri bisogni affettivi. Le tue
vecchie mura, sono impresse
nel mio cuore! Le porte
sgangherate mi
davano sostegno. Le
macchie del tuo umido mi
davano calore…! La luce
troppo fioca m’illuminava
il volto, che,
giovane e raggiante, aspettava
l’amore…! Il mio
sguardo ansioso, s’immergeva
ovunque… fuori
dall’abitacolo degli
appannati vetri. Dietro
rete metallica… allungavo
la pupilla! Dagli
spioncini chiusi, severamente
proibiti, da
rigorosi genitori che proteggevano
il mio volto, guardavo
l’orizzonte…, in pace,
anche il tramonto! Diceva
Mamma mia, ch’era di gran
casato…: “Il volto
che non è visto vale molto di più…”!
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