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Le rondini percorrono sentieri invisibili che io credevo ormai persi. Nei campi di grano immensi flessuosi riflessi di vento. Al fianco del binario un ciuffo d'erba tenace ha strappato dal tempo un sospiro. Ed io lì inebetito aggrappato al finestrino permetto a me stesso di continuare questo viaggio verso la città la mia adorata città senza chiedermi se è morto in me l'istinto di conservazione. Orta San Giulio, 27 luglio 1981 Pubblicata su Trentagiorni |