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Passi frettolosi calpestano un filo d'erba inerme sfida alla citta`. L'aria illude i polmoni con la sua freschezza. Occhi assonnati fissano con vitrea convinzione fiumi di vocaboli stampati multicolori ripetitivi e mendaci apportatori di speranze lacrime promesse non mantenibili. Gente che ti spinge gente che si afferra a te unico baluardo di resistenza gente che si nasconde dietro ai loro giornali fingendo interesse ai vari governi caduti menischi rotti dollari in ascesa. Piedi implacabili che ti pestano ad ogni opportunita`. Lunatiche considerazioni su caffe` ulcere e deodoranti mal usati. Un ultimo scossone e poi la liberta`. L'infernale ferraglia arancione fugge nel traffico. Milano: che bella mattina di primavera.
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