|
|
|
Il tuo corpo flessuoso si stagliava nel sole mentre la salsedine s'insinuava nelle pieghe dell'anima ed io giacevo lì affondato nella rena incredulo regista e spettatore di ogni tuo sospiro. Lanciavi sguardi d'amore calibrati numerati ogni tua mossa era da prima donna ed io approvavo credendomi protagonista e non spalla in una commedia intessuta d'altrui sospiri. Solo il ritmico morire delle onde ha infranto l'incantesimo malefico e mi ha permesso di estraniarmi dal tuo crudele gioco. Ora i sospiri sono i miei ma corro libero senza lasciare orme nella sabbia. Milano, 21 ottobre 1981 Pubblicata su Il Galeone |