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Con il tuo sorriso fragile e le lacrime nascoste tra le pieghe del fazzoletto ti avvicini guardinga e mi chiedi se t'amo. Mi ricordi quel passero spavaldo ed incosciente che ogni giorno entra nella nostra cucina e l'ispeziona minutamente noncurante della mia presenza e che fugge soltanto a qualche mio brusco gesto inconsapevole che se lo volessi ferire basterebbe un suo attimo di distrazione. Il mio indice scorre sulle tue labbra. Non parlo: un semplice t'amo non basterebbe a spiegare il fremito che mi pervade. Il tuo bacio salato e' la conferma che hai capito. Milano, 28 novembre 1979 Pubblicata su Presenza, luglio 1983 |