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Nel buio della stanza riappaiono fantasmi lontani ormai dimenticati. Sento la profondità del nulla... Vorrei poter fuggire da me stesso quel che sono quel che non voglio essere... Le lenzuola mi soffocano nel loro tepore. La paura di rimanere solo a lungo e pensare e vedermi riflesso nello specchio dell'introspezione m'imperla la fronte. Ma forse è il caldo oppure è un sogno persistente richiamo di una adolescenza mai finita. Chiudo gli occhi sperando che tutto cambi: tutto è sempre uguale. Il sonno si, il sonno cancellerà tutto. Ginevra, 10 aprile 1979
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