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Vagando nei prati vidi un fiore e subito m'accorsi che potrebbe essere stato amore. La rugiada sui suoi petali d'oro era un invito a bere. Lo fissai e m'avvidi che il verde gambo si curvava quasi pregandomi di coglierlo. Mi sedetti sull'erba svuotato quando compresi che il fiore sarebbe appassito nelle mie mani. Posi le mie labbra sui teneri petali ed un colpo al cuore mi fece capire ch'era già amore. L'istinto egoista mi spinse la mano fino a toccarne lo stelo tremante. L'innocenza di quei verdi riflessi m'inebriò. M'alzai senza il fiore e piovve salato sulle mie guance mentre mi allontanai. Milano, 28 aprile 1978
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