Courting Mae West. Nuova commedia di Linda Ann Loschiavo Courting Mae West è una nuova commedia
della drammaturga Linda Ann Loschiavo, che ha debuttato il 7 febbraio scorso
presso la Jefferson Market Courthouse Library di NYC. Quest’opera
teatrale ha già mietuto ampi successi di critica fin dalla sua prima
rappresentazione. Mario Fratti, vincitore del Tony Award, ha espresso la sua
soddisfazione per “l’ottimo dialogo”, mentre il New York Law Journal ha
definito “Courting Mae West” un dramma che “coglie nel segno”. Il noto critico
teatrale Jerry Talmer, fondatore dell’Obie Award, ha applaudito “questo
colpo d’occhio penetrante agli albori storici di una Broadway sempre più in
espansione, con ben centodieci teatri ed il suo rapporto di odio-amore con il
sesso, allora tenuto sotto controllo dalle vergognose “giurie teatrali”
(comitati creati per censurare le opere teatrali) e dalla Società per la
Soppressione del Vizio”. L’autrice di
questa simpatica commedia, nota poetessa e assidua articolista della nostra rivista,
ci ha gentilmente concesso un’intervista... L’IDEA:
Poetessa, scrittrice, ed ora anche drammaturga. Io scopro qualcosa di nuovo di
lei ogni giorno... Questa nuova commedia mi sembra un progetto molto
appassionante. Lei l’ha scritta attorno al noto personaggio del Vaudeville e
del cinema americano Mae West. Ha usato informazioni storiche, fondendole
abilmente con i personaggi da lei creati. Per rendere il tutto ancor più
eccezionale, la prima rappresentazione teatrale è stata realizzata in una biblioteca
che è stata anch’essa protagonista di questo dramma, essendo allora sede del
tribunale di zona. Proprio in
quest’edificio, difatti, Mae West venne processata e condannata per oscenità
nel marzo 1927. Un’ottima decisione, quindi, che ha ulteriormente arricchito
questa prima messa in scena. Mi ha
incuriosito molto la scelta di Mae West come soggetto di questa commedia. Come
c’è arrivata a questa selezione? Linda Ann
Loschiavo: Stavo facendo delle ricerche sulla storia della strada in cui abito
da tanti anni, la West 9th Street, creata ufficialmente nel 1824.
Apparentemente ben pochi conoscevano questa via... con il tempo, osservando
vari documenti, ho notato che questa
viuzza, che consta di un solo isolato, è stata abitata da molti autorevoli
giuristi. Mi sono chiesta il perché ed ho rinvenuto che la biblioteca situata
nella Sesta Avenue, proprio girato l’angolo da West 9th Street, era sede del
tribunale locale (3rd Judicial) e che molti di questi giudici furono coinvolti
in eventi che scossero il sistema giudiziario d’allora, influenzando con le
loro decisioni la storia degli Stati Uniti. Scoprire così
tanto su questo argomento mi affascinò oltre modo e cominciò a brulicarmi in
testa l’idea di un’eventuale commedia o dramma che avesse come soggetto questa
strada. Naturalmente, così tante furono le vicende avvenute in quest’aula di
tribunale che la scelta fu difficile. Dopo tante valutazioni riuscii a ridurre
il numero a tre episodi. Uno di questi riguardava la nota attrice di Broadway Mae West, che venne
imprigionata in questo edificio il 10 febbraio 1927 e, dopo pochi giorni,
processata per oscenità. Gli altri due erano concatenati, poiché riguardavano
la nota ereditiera ventiquattrenne Starr Faithfull, annegata misteriosamente
nella baia di New York. Una di queste storie esaminava il caso Faithfull,
mentre l’altra avrebbe visto il tutto attraverso gli occhi di Isidora, la
giornalaia che, secondo le varie deposizioni, fu ultima a vedere l’ereditiera
viva. Quando finalmente
sono riuscita a stabilire quali fossero i personaggi storici da usare, ho
incominciato a crearne altri per rendere la storia più accettabile
teatralmente. Da quel momento la commedia partì a razzo e fu completata in
pochi mesi. Il Primo Atto è di circa trenta pagine e contiene la retata della
polizia, l’arresto e l’imprigionamento della giovane Mae. Molti critici
teatrali l’hanno letto ed i loro commenti più che positivi mi hanno reso
entusiasta. L’IDEA: Quali
sono stati i loro commenti? Loschiavo: Uno di
loro ha dichiarato che “la sua commedia è pervasa di valori all’antica:
narrazione piacevole, romantica sensualità, risate clamorose, critica sociale,
spettacolo appagante e momenti tesi di calma sorpresa.” Un altro critico ha
osservato che questa “intelligente commedia non solo abbonda di vitalità, ma mi
ha anche insegnato molte cose della storia Nuovayorchese”. Un terzo ha
affermato: “Bene, finalmente una commedia con delle idee! In particolare ho
apprezzato il modo in cui (Ms. Loschiavo) ha usato la storia di Mae West per
discutere il ruolo e la responsabilità della stampa”. Questo tipo di critica mi
ha sinceramente incoraggiata... e poi Mae West
ha molti fan, come ho potuto verificare nella fase di stesura del testo. L’IDEA: In una recente intervista, lei ha dichiarato che “la legge è una creatura gianusiana (a due facce). Può guardare in una direzione o l’altra, a secondo di chi è sottoposto a processo”. Potrebbe approfondire l’argomento e spiegare come questa dichiarazione sia legata alle vicende di Mae West? Loschiavo:
Chiunque abbia seguito il caso Simpson ha certamente notato come un personaggio
del mondo dello sport può permettersi di uccidere impunemente. La sua
colpevolezza è indiscutibile, non c’erano altri sospetti... ciononostante O.J.
Simpson è sfuggito alla giustizia. Perché?
Grazie alla sua fama ed all’assunzione di una straordinaria équipe
d’avvocati, il celebrato “dream team”. Mae West nacque
povera in Brooklyn nel 1892 e morì ricchissima a Hollywood nel 1980. Quando Mae
fu indiziata la prima volta, era ancora una pressoché sconosciuta attricetta di
Brooklyn... Evidentemente erano convinti che West era solo una modesta attrice
che doveva essere messa in riga, e che non avrebbe avuto la forza di combattere
il sopruso... L’IDEA: Ci
potrebbe esporre la serie di avvenimenti che portò a quel fatidico giorno del 9
febbraio 1927? Loschiavo: Come
dissi, Mae era ancora pressoché sconosciuta. Nei primi anni della sua carriera
gli unici avanzamenti le arrivarono principalmente grazie al marito, il
fisarmonicista italiano Guido Deiro, il cui indiscutibile talento la trascinò
ad altri livelli. Ma i giorni del teatro Vadeuville e del cinema muto erano già
in via d’estinzione e, dopo il divorzio dal noto musicista avvenuto nel 1920,
Mae si trovò in una situazione artistica pressoché disastrosa. Dopo vari
infruttuosi tentativi, cercò di ovviare, su consiglio della madre, scrivendo
una commedia, nella quale lei avrebbe avuto la parte di protagonista. Per
rendere lo spettacolo più invitante, le venne l’idea di chiamarlo “Sesso” (Sex).
Naturalmente il titolo ottenne il risultato di polarizzare l’attenzione
pubblica. In quei tempi esistevano delle commissioni di censura teatrale che
esaminavano i testi e davano una sorta di autorizzazione che permetteva di
mettere in scena l’opera teatrale. Se necessitava, venivano richieste delle
rettifiche. La censura era parte implicita del sistema nel periodo fra le due
guerre. Nel caso della commedia “Sesso”, la commissione non trovò nulla di
particolarmente osceno e, dopo varie modifiche, diede il suo beneplacito. “Sesso” debuttò
nella primavera del 1926 e fu rappresentato per ben 348 serate, prima
dell’ignobile retata del 9 febbraio 1927. La polizia non aveva alcun diritto di
chiudere il locale. Mae aveva la licenza per mettere in scena la commedia, ma
qualche personaggio di spicco della città decise altrimenti... L’IDEA: Quali
sono i piani per questa commedia? Verrà proposta in altre città? Loschiavo: Dopo
la prima rappresentazione del sette febbraio, ne seguiranno altre in un teatro
Nuovayorchese. Nel frattempo vi sono degli uomini d'affari, associati
all’università Montclair State, che si sono interessati a questo lavoro ed a un
eventuale finanziamento. A giorni saprò il risultato delle loro osservazioni e
se verrà recitato sul palco di tale università. Non penso che
attualmente ci siano altre drammaturghe italoamericane. Si fanno sentire voci
di donne d’origine ebraica ed afroamericana, ma la nostra voce non si
sente sul palco, e necessitiamo proprio di questa voce italoamericana nel
teatro, se vogliamo che le nostre storie siano raccontate. Spero un giorno di
essere quella voce... Come disse Carolyn Heilbrin, “il potere consiste, in
primo luogo, nella decisione di quale storia è narrata”. Naturalmente, affinché
una commedia italoamericana abbia successo, sono necessari dei finanziatori... L’IDEA:
Recentemente ho letto la sua magnifica poesia Agnus Dei. Ho notato che
ha ottenuto il primo posto alla terza edizione del Premio tnr (the new
renaissance magazine). Ha progetti in corso per la sua opera poetica? Loschiavo: Grazie
dell’elogio... Dana Gioia ha sempre amato quella poesia, che scrissi nel 1994 e
ho riesaminato, rettificato e accorciato più di una volta da allora... Il problema con
la poesia oggi, come lei ben sa, è che ci sono troppe cricche ed oltre a ciò
molti professori universitari che vivono insegnando esclusivamente poesia... Il
risultato è che ci sono troppi interessi a tenere le nuove voci al di fuori
della poesia riconosciuta, anzi direi quasi a reprimerle... Di conseguenza ho
modificato molte delle mie poesie e le ho rese prodotti fruibili. Mi
spiego...Alcuni anni fa scrissi una serie di poemi che non furono pubblicati
per la loro lunghezza. Trasformai uno di questi in una novella (Playing
the One-Day Saint: St. Nicholas Patron
and Protector of Children) e così modificato fu immediatamente
pubblicato. Quest’anno ho
fatto la revisione di alcune mie poesie e le ho convertite in monologhi,
facendole partecipare con questa nuova sembianza a dei concorsi per testi
teatrali, ottenendo risultati invidiabili. È bastato chiamarli “monologhi” e
tutto è cambiato! Sono sicura del
resto che essere poeta mi ha facilitato nello scrivere in generale e non ho
rimpianti al proposito. Noi poeti dobbiamo ammettere che il pubblico apprezza
di più il teatro ed i romanzi ed adattarsi... L’IDEA: So che lei è un’abile organizzatrice di eventi sociali (colgo l’occasione di rammentare ai nostri lettori quanto la signorina Loschiavo sia stata determinante nell’organizzazione del venticinquesimo anniversario de L’IDEA nel 1998). Quali eventi ha organizzato recentemente? Loschiavo: Ho
sempre uno stretto legame con gruppi benefici e organizzo la raccolta di fondi
per le arti e per altre ottime cause. Gli ultimi due eventi sociali che ho
allestito hanno avuto molto successo. Il primo è stata la festa celebrativa per
la serata d’apertura della commedia Dalliance in Vienna. L’altro fu una
serata con raccolta di fondi organizzata
per il Genesius Theatre Guild presso il rinomato Tribeca Rooftop.
Tutti i giornali scrissero favorevolmente di questo happening, che
proponeva un’orchestra diretta da Kathleen Marshall, direttrice e coreografa di
due noti spettacoli di Broadway, Wonderful Town e Little Shop of
Horrors. Quest’anno,
inoltre, sto cercando di ottenere fondi da varie aziende per un nuovo progetto
teatrale allestito dal Genesius Theatre Guild, un’associazione senza
scopi di lucro che ha preso il nome dal santo patrono del teatro, il martire
romano del terzo secolo d.C. San Genesio.
L’IDEA: Che
cos’altro c’è di nuovo nella sua vita artistica? Loschiavo: Sto
ultimando una novella che è ubicata nell’isola di Stromboli: Flirting with
the Firegods (rammentiamo ai lettori che i Loschiavo sono originari di
Stromboli). Oltre a ciò sto completando la conversione di una mia novella
in un dramma (Days in the Life of Miss Jamaica). Un impresario ha
già espresso interesse ad un’eventuale produzione teatrale e sto cercando un
agente che mi assista in questo progetto. Su suggerimento di un editore
cinematografico sto anche scrivendo un copione per film. Nel film, però, la
protagonista non rimarrà solo in Giamaica, ma viaggerà anche in Inghilterra ed
in Canada. Ci sono molte valenti attrici
di colore che, sfortunatamente, sono relegate a delle parti stereotipate: la
drogata, la prostituta, la ragazza del drogato e la rubacuori... Il mio
progetto offrirà l’opportunità di impersonare figure valide in una storia che
non è prevedibile, volgare o imbarazzante... Recentemente ho
iniziato la stesura di un altro dramma teatrale: After Many a Summer, Dr.
Janus. La mia scrivania
è sempre ricolma di cartellette e di piccole note... Ho molto da scrivere... |
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