Una 500 a NY: Andrea Fumagalli e le sue opere.
Pubblicato su L'Idea N.74, 1999, NY

 

Incontrai Andrea Fumagalli ad una manifestazione organizzata dal COMITES presso la loro sede di Manhattan. Giovane, simpatico, mi venne presentato dalla collega Paola Bellu nell’intervallo tra le varie relazioni. Legammo immediatamente, riconoscendo le nostre comuni origini lombarde e passioni per Schiele, Van Gogh e Matisse.

Tre delle sue opere ornavano la parete di fondo della sala, dando ai relatori una cornice vivida ed originale nella quale descrivere le proprie esperienze nel campo editoriale. Fui sorpreso dalla vitalità delle sue composizioni, che ritengono una consistenza cromatica invidiabile ed una impostazione che risente manifestamente dell’influenza espressionista.

L’artista propone al pubblico opere che presentano un delicato bilancio tra l’inevitabile estrinsecazione di intime percezioni o commenti sociali e l’improrogabilità della distribuzione del colore. Il risultato è ottimo, sia per la validità estetica che per l’efficacia del messaggio che egli intende trasporre in esse.

Esaminando altri dipinti di questo rinomato pittore romano scopriamo l’ascendente che il suo lavoro di artista nel campo tessile ( tra i tanti suoi clienti troviamo Ratti, Rubelli, Missoni, Elizabeth Arden e Estée Lauder) ha avuto in tutta la sua produzione. La leggerezza della pennellata e l’inquadratura grafica sono infatti il prodotto della sua lunga esperienza in tale campo.

In alcuni dipinti mi pare addirittura che tale esperienza prevarichi l’artista e lo riporti ad un eccessivo studio dei rapporti prospettici in termini di schema grafico per tessile. Non che questo diminuisca la validità dell’opera, ma indubbiamente frena l’impeto creativo e lo riporta a fasi già superate della sua evoluzione artistica. Questo lo si riscontra specialmente nelle opere di fantasia, dove la preponderanza del disegno soffoca leggermente l’intensità cromatica e l’estro dell’artista.

Considerando la vasta produzione dell’artista, però, solo poche di queste opere ricadono in questo equivoco pittorico, dando così ancor più merito alle altre sue opere meglio riuscite.

Con all’attivo ben sei personali negli ultimi tre anni, Fumagalli pare deciso a conquistare il pubblico statunitense e a confermare che il buon nome dell’arte italiana ha ancora i suoi paladini in questa nazione.


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